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L'etichetta dei mangimi

Per poter distinguere correttamente un alimento per cani o per gatti da un altro altro non dobbiamo fare che leggere l'etichetta degli ingredienti e dei componenti analitici. Non basta il colore del sacchetto, lo scritte premium o superpremium, pezzi di carne e frutta in bella mostra; ognuno può disegnare e scrivere ciò che vuole. Purtroppo anche l'etichettatura soffre di alcune lacune normative, ad esempio non sono obbligatorie le percentuali in contenuto ma è obbligatorio rispettare l'ordine in contenuto, dal maggiore al minore.

INGREDIENTI

Carni fresche e carni disidratate o farine

Spesso si pensa che più carne fresca ci sia e più il nostro alimento è di qualità ma, spesso, ciò viene utilizzato per portare in cima alla lista l'ingrediente carne che, ahimè, una volta lavorato e disidratato perde circa l'80% del suo peso (acqua). Ecco allora che un bel 30% di carne fresca viene poi a tradursi in dati di fatto in un 5-10% forse del contenuto totale.

Carne fresca di norma presuppone che il produttore della nostra crocchetta lavori direttamente la carne da inserire nell'alimento e la misceli con gli altri ingredienti in fase di estrusione. Lo stesso dicasi per la carne disidratata non soggetta a significative variazioni di peso (e quindi contenuto percentuale).

Quando si parla invece di farine si presuppone che il prodotto carne arrivi da produttori terzi già disidratato e sminuzzato, pronto da inserire nella crocchetta, resta dunque da valutare come vengono prodotte queste farine.

Non è dunque necessariamente da preferire una crocchetta contenente un'alta percentuale di carne fresca poiché questo potrebbe essere un semplice “trucco” per portare la carne al primo posto tra gli ingredienti e stimolarci all'acquisto.

Tra gli ingredienti troviamo poi una fonte di carboidrati che può essere variabile dalle scelte di ogni produttore, mais, riso, farro, miglio e quant'altro.

Non necessariamente è da demonizzare il mais perchè il cane non lo digerisce. E' una mezza verità, come per gli umani.

Per poter essere assimilato, il mais deve subire un processo di gelatinizzazione previa cottura per la trasformazione degli amidi in elementi digeribili cosicchè possa essere assimilato da cani, gatti ed umani, insieme a sali minerali e vitamine di cui è composto. In realtà il largo impiego del mais è dovuto alle sue elevate proprietà nutritive ed al basso costo.

Molti produttori, per differenziarsi e dare un plus, hanno iniziato ad utilizzare fonti di carboidrati differenti con indice glicemico più basso. Molte volte ciò è dettato da politiche commerciali per offrire un'alternativa al solito mais che, crudo come si trova in natura, cane e gatto non mangerebbero.

Col tempo e con lo studio, si è poi visto come vari elementi della natura che hanno effetti benefici sull'uomo abbiano anche effetti positivi sui nostri pet, ecco allora comparire zucca, mirtilli, yucca schidigera, estratto di cozza verde, alghe ribes, ed erbe, insomma, ogni produttore ricorre alla natura per fornire importanti elementi nutritivi.

Ecco infine l'altro superdemone delle masse, carni e derivati piuttosto che sottoprodotti della macellazione.

Tralasciando che anche l'uomo si alimenta con queste parti (cervella, rognoni, cuore, intestino, lingua, fegato...), non sono assolutamente da demonizzare in quanto ricchi di importanti elementi nutritivi quali ferro, rame, taurina,... Ovviamente è sempre da valutare quanto percentualmente questi elementi incidono sul prodotto finale, ovvero se vengono utilizzati come principale fonte “alimentare” o come integrazione per ricavare preziosi nutrienti.

Alcuni produttori, di norma si parla di mangimi di fascia alta, indicano anche la tritura di ossa tra gli ingredienti. Non deve essere nemmeno questo visto come elemento negativo poiché le ossa, che cane e gatto masticherebbero volentieri in natura, sono ricche in calcio e preziosi sali minerali derivanti dal midollo osseo. A questo elemento si collega la seconda parte dell'etichettatura di un mangime, le famose e temute ceneri, non quelle del camino però.

COMPONENTI ANALITICHE

Non necessariamente un alimento ad alto contenuto proteico è migliore di un altro. Dipende dallo stile di vita del nostro cane o gatto e dalla sua conformazione.

Offrire ad un cane adulto, dalla vita prettamente sedentaria (esageriamo, un'ora di passeggiata al giorno) un alimento con il 35% di proteine è sbagliato e potrebbe tradursi, a lungo andare, in un sovraccarico di lavoro dei reni per smaltire le proteine in eccesso con i conseguenti rischi del caso.

Lo stesso dicasi all'inverso, ovvero offrire ad un cane che partecipa giornalmente a lezioni di agility dog un alimento povero in proteine e carboidrati.

Proprio come per l'essere umano.

Se offriamo la dieta di una persona superattiva che ogni giorno va in palestra ad un impiegato sedentario cui la sera piace il divano e il suo sport massimo è andare allo stadio a vedere la partita, molto probabilmente potremo vedere, un aumento di peso con tutte le complicanze del caso a perpetrare una dieta del genere.

Anche ogni tipo di cane ha le sue esigenze specifiche, ad esempio un barboncino è un cane con una grossa richiesta proteica per la sua conformazione molto muscolosa e per mantenere folto e sano il pelo (composto da cheratina, proteina)

Ebbene è sempre bene chiedere consiglio ad un veterinario o all'addetto del vostro pet shop di fiducia (sperando sia preparato a riguardo) per la corretta alimentazione del vostro cane o gatto e non basarvi solo su un mero dato numerico che dice tutto e niente.

Ovviamente il livello di grassi è da tenere sott'occhio se il vostro cane è sovrappeso, fa poco movimento o tende naturalmente ad ingrassare. Viceversa, se è un cane che vive all'aperto in montagna avrà bisogno di grassi da bruciare per mantenere la temperatura corporea.

Le fibre contenute nell'alimento aiutano il transito intestinale dell'alimento, preferite prodotti ad alto contenuto in fibre quando il cane ha feci troppo dure, non scarica regolarmente o con fatica

In caso di problematiche di questo tipo, comunque, è preferibile consultare il parere di un veterinario prima di improvvisarsi dietologi.

Ceneri, sono tutti quegli elementi, che, posta la crocchetta a temperature superiori ai 500°C, restano di deposito senza bruciare.

Tra questi ci sono ossa, zoccoli, piume, becchi, sali minerali in genere, ottimi in giusta quantità (cane e gatto se ne ciberebbero naturalmente) ma che non devono eccedere a rischio di problemi di calcoli nel lungo termine. Tendenzialmente più i tagli di carne sono di scarto e con ossa, più saranno alte.

A ciò esiste l'eccezione degli alimenti per cuccioli che necessitano di elevate dosi di calcio e sali minerali per la costruzione del sistema scheletrico.

Nell'etichetta non vengono specificati i carboidrati che si ricavano come differenza dalla totalità delle componenti (100) meno i vari componenti (proteine, grassi, fibre, ceneri, umidità,...)

L'estrusione (creazione della crocchetta) porta ad una naturale perdita di alcuni nutrienti per via della pressione e dal calore generati, ecco allora che per riequilibrare i valori corretti e creare degli alimenti adatti alle specifiche esigenze dei vari cani, vengono aggiunti i vari additivi nutrizionali. 

Nulla di cui spaventarsi, basta guardare sullo scaffale di un supermercato i vari integratori alimentari umani per sportivi e non.

Traendo qualche sommaria conclusione, non esiste l'alimento migliore in assoluto per tutti i cani, ognuno ha le sue specifiche esigenze e risponde in modo diverso ai vari nutrienti.

State attenti a quello che comprate, magari basandovi solo sul prezzo, sul un pezzo di carne in copertina o dall'alto contenuto in proteine perchè è meglio. Chiedete sempre consiglio a chi ha esperienza a ragion veduta e non per sentito dire, senz'altro l'allevatore o il vostro veterinario saprà indicarvi l'alimento migliore per il vostro cane.

Postato in: Quattro chiacchere

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